Ho aspettato un po’ per esprimermi sul nuovo album, perché al primo ascolto onestamente sono stato abbastanza perplesso (così come per i singoli) e ho preferito dargli qualche opportunità in più... Ma in sostanza la mia opinione non è poi cambiata molto (purtroppo)!
Queste comunque le mie pagelle di The Element Of Freedom:
Element Of Freedom (intro): s.v. In questo album si sente la mancanza di una delle tradizionali intro strumentali di gran classe, e successivamente anche degli interludi…
Love Is Blind: 6/7. Pezzo potente che al primo ascolto aveva fatto ben sperare per un ulteriore proseguimento nel resto del disco…
Doesn't Mean Anything: 5,5. Tentativo spudorato di emulare un successo come No One, ma chiaramente non riuscito, visto che è stato un flop totale. Canzone molto poco originale e piatta…
Try Sleeping With A Broken Heart: 6. Dopo il fallimento di DMA si tenta di correre subito ai ripari lanciando subito questo brano sicuramente un po’ più brioso, con sonorità che ricordano gli anni ’80. Non male ma nemmeno così entusiasmante…
Wait Til You See My Smile: 6,5. Piacevole questo abbinamento di voci avvolgenti con batteria “potente”.
That's How Strong My Love Is: 6/7. Voce delicata e armonie raffinate in cui Alicia esprime pienamente tutto il suo talento.
Un-thinkable (I'm Ready): 6,5. Voce calda e r&b serio, ricorda un po’ i vecchi tempi (andati), specialmente quelli di Songs In A Minor.
Love Is My Disease: 6. Carina ma ripetitiva, avrebbe reso di più con un intermezzo strumentale per spezzettare un po’...
Like The Sea: 6. Come sopra…
Put It In A Love Song (feat. Beyoncé): 4. Ma che enorme spreco di talenti! Con una collaborazione di questo calibro poteva venir fuori un piccolo capolavoro e invece è stata buttata via una grande occasione… Inoltre una traccia del genere non c’entra proprio una mazza in quest’album, e sarebbe stata mediocre anche in un album di Beyoncé… E, come se non fosse abbastanza, uscirà come nuovo singolo con relativo bel video che sarà sicuramente ricco di contenuti come il suo testo!
This Bed: 6,5. Altre sonorità rivisitate degli anni ’80, ma stavolta in modo più originale e frizzante. Ricorda ovviamente il grande Prince di quel periodo ma anche un po’ Beverly Hills Cop (con simpatia
Distance And Time: 5/6. Ballata orecchiabile per gli adolescenti di Dawson’s Creek, ma scontata nell’arrangiamento e un po’ troppo mielosa, che possiamo trovare tranquillamente anche negli album di Rihanna… ma da Alicia ci si aspetta sicuramente qualcosa di più originale!
How It Feels To Fly: 6. Mezzo punto in più solo per il finale in crescendo con bel coro quasi gospel, ma complessivamente non emoziona come vorrebbe… Anche qui arrangiamenti troppo semplici e roba già sentita… Epilogo del disco sottotono…
Empire State Of Mind (part II) Broken Down: 6,5. Bisogna dare gran parte dei meriti a quel furbastro di Jay-Z e al pezzo da cui è stato preso lo spunto, ma anche questa versione rimane comunque un’esecuzione impeccabile.
Dunque… The Element Of Freedom è un album in generale sicuramente discreto e l’interpretazione di Alicia non si discute, ma da una grande come lei e dai suoi precedenti ci si aspettava ovviamente molto di più.
Dopo lo stupendo As I Am mi attendevo, a livello di contenuti musicali, un ulteriore salto di qualità o perlomeno una conferma, ed invece è stato fatto addirittura un passo indietro, non solo rispetto al precedente, ma anche a Songs In A Minor e The Diary.
Inoltre la struttura dell’album è abbastanza confusa, non c’è un filo logico conduttore, manca di omogeneità.
Di questo nuovo lavoro si è parlato tanto di libertà, di sperimentare e creare sonorità nuove, ma secondo me è stato anche un tentativo per mascherare la mancanza di idee (non solo in questo contesto, ma in generale nel mondo della musica in crisi totale) e di andare sul sicuro producendo un disco pop commerciale con un po’ di elettronica e sintetizzatori stile anni ’80, che ora va molto.
Si è visto anche dalla promozione, a volte spudoratamente insistente e mirata esclusivamente alla vendita del prodotto. E sotto questo aspetto significa che anche Alicia, purtroppo, si è adattata totalmente al sistema.
Si intenda, perché in molti fraintendono, fare un disco pop non significa fare un disco esclusivamente commerciale e non è un insulto. Chiaramente è quello che più si presta alle vendite perché è indirizzato alla maggior parte delle persone ma, come in tutti i generi, c’è il pop esclusivamente commerciale (Britney Spears) e il pop di qualità. Basta pensare ai Beatles nei primi anni ‘60, o a Michael Jackson e Prince negli anni ’80.
Di conseguenza in questo disco è quasi interamente assente il soul genuino di vecchia tradizione, elemento fondamentale per Alicia. E mancando questo ingrediente mancano la passione, l’anima, le sensazioni… che sono le essenze più importanti da trasmettere, specialmente per un artista come lei. Perché pur mantenendo una tecnica vocale e musicale praticamente perfetta, se non ci sono queste caratteristiche le canzoni risultano piatte e danno poca emozione.
Spero proprio che la fiamma soul che è in lei non si sia spenta e che torni presto la vecchia Alicia, questa roba non fa per lei…
Infine volevo fare una considerazione a parte sui titoli e sui testi.
Ora, io capisco che l’amore (vero) sia la cosa più bella che esista nell’universo e che allo stesso tempo deve venir usato per vendere spudoratamente i dischi alle ragazzine, come le rose al triplo del prezzo per San Valentino, ma con tutto quello che sta succedendo ultimamente in questo mondo ormai al collasso dal punto di vista sociale, politico, economico, religioso, artistico, metafisico, filosofico, e chi più ne ha ne metta, possibile che non ci siano altri argomenti importanti da affrontare e da comunicare, specialmente a questi giovani lobotomizzati?
Non dico per tutto l’album perché risulterebbe noioso, ma almeno solo per una parte!
I musicisti affermati a livello internazionale, così come gli attori e gli sportivi, i cosiddetti VIP, hanno un grande potere comunicativo, soprattutto verso i fan che pendono dalle loro labbra.
E sottolineo quelli affermati, che i soldi e il successo li hanno già fatti e non hanno più bisogno di essere servi del sistema.
E allora, mi chiedo io, perché non usare questo potere in maniera decisa per dire le cose importanti della vita e affrontare le grandi problematiche che ci stanno affliggendo in questa società ormai allo sbando totale?
Nel mondo della musica lo hanno fatto in passato istituzioni come John Lennon, Stevie Wonder e Marvin Gaye, tanto per citarne qualcuno gradito anche dalla nostra cara Alicia. E di dischi ne hanno venduti abbastanza lo stesso, credo…
Sarebbe il momento di ricominciare a farlo perché ora ce n’è molto più bisogno di allora…
Valutazione totale: 6